Anni… Zeri

storie, ma non favole, sull'Arte nel racconto di Federico Zeri

di Fernando Ferrigno 


Un cortocircuito, una scintilla accesa dall’incontro fra la curiosità infinita di Federico Zeri e la sua erudizione debordante, onnivora. Mettete insieme questi due elementi, date loro vita con un linguaggio splendido, il romanesco feroce e implacabile di Gioacchino Belli, ed ecco le storie, i racconti televisivi di Federico Zeri e gli incontri con lui nel criptoportico del Colle Oppio, nella Stanza della Segnatura, nell’arena del Colosseo. C’è Claudio, l’imperatore che fondò Londra, c’è Raffaello, Papa Giulio II, la sua corte rinascimentale e c’è lo spettacolo terribile, l’urlo della folla che giunge dagli spalti dell’anfiteatro. Il libro è la voce di Zeri, il suo sguardo che cattura, che affascina e subito l’immagine prende corpo nella mente di chi ascolta, mostrando, tra i fiumi accesi per un sabba, il diavolo evocato da Benvenuto Cellini per conquistare una fanciulla e, tra la nebbia e il gelo, un giovane Michelangelo che erra fra i ruderi per cercare ispirazione; l’imperatore Adriano; le belve che appaiono all’improvviso dalla pancia del Colosseo; il monaco che cerca di fermare lo spettacolo e viene ucciso dalla folla irata. E poi il mistero del venerabile Beda, della sua profezia apocalittica sul Colosseo, sul suo crollo, sulla fine di Roma e del mondo. tutto questo è nel libro, nei racconti per immagini fatti a Fernando Ferrigno che restituiscono un Federico Zeri che è insieme grande affabulatore e storico, rigoroso ma sempre ironico e dissacratore, racconti fatti per svegliarci dal sogno, per farci sentire il contatto con il passato e proiettarci nel futuro.

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Un cortocircuito, una scintilla accesa dall’incontro fra la curiosità infinita di Federico Zeri e la sua erudizione debordante, onnivora. Mettete insieme questi due elementi, date loro vita con un linguaggio splendido, il romanesco feroce e implacabile di Gioacchino Belli, ed ecco le storie, i racconti televisivi di Federico Zeri e gli incontri con lui nel criptoportico del Colle Oppio, nella Stanza della Segnatura, nell’arena del Colosseo. C’è Claudio, l’imperatore che fondò Londra, c’è Raffaello, Papa Giulio II, la sua corte rinascimentale e c’è lo spettacolo terribile, l’urlo della folla che giunge dagli spalti dell’anfiteatro. Il libro è la voce di Zeri, il suo sguardo che cattura, che affascina e subito l’immagine prende corpo nella mente di chi ascolta, mostrando, tra i fiumi accesi per un sabba, il diavolo evocato da Benvenuto Cellini per conquistare una fanciulla e, tra la nebbia e il gelo, un giovane Michelangelo che erra fra i ruderi per cercare ispirazione; l’imperatore Adriano; le belve che appaiono all’improvviso dalla pancia del Colosseo; il monaco che cerca di fermare lo spettacolo e viene ucciso dalla folla irata. E poi il mistero del venerabile Beda, della sua profezia apocalittica sul Colosseo, sul suo crollo, sulla fine di Roma e del mondo. tutto questo è nel libro, nei racconti per immagini fatti a Fernando Ferrigno che restituiscono un Federico Zeri che è insieme grande affabulatore e storico, rigoroso ma sempre ironico e dissacratore, racconti fatti per svegliarci dal sogno, per farci sentire il contatto con il passato e proiettarci nel futuro.

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