Cari elettori, care elettrici.

Le immagini della prima Repubblica nelle Tribune della Rai

di Stefano Nespolesi 


L’11 ottobre del 1960 inizia il primo ciclo sperimentale di Tribuna  elettorale della Rai. I partiti ed i leader entrano nelle case e nei locali
pubblici di un’Italia animata da una grande passione ideologica e una diffusa partecipazione  alla vita politica. Le Tribune della Rai, che nel 1964 diventano una rubrica permanente, rappresentano un momento importante del progetto di educazione  degli italiani alla nuova cittadinanza repubblicana e democratica, realizzato  dal Servizio Pubblico su mandato del Governo e del Parlamento. Il programma,  nelle sue diverse formule ed edizioni – conferenze stampa, appelli, dibattiti,  tavole rotonde – dà spazio alla parola politica ed ai suoi protagonisti, sempre  rispettandone ed esaltandone l’importanza, il ruolo, l’autorevolezza. Le  Tribune sono una perfetta “macchina scenica” e un “grande spettacolo” – termine  a lungo non gradito ai politici ma ben chiaro agli uomini di televisione – che  rispondono alle esigenze e agli interessi di una democrazia basata sulla  funzione indispensabile dei partiti. Le fotografie delle Tribune provenienti  dall’Archivio fotografico della Rai documentano gli allestimenti e i  protagonisti, la scena e il fuoriscena, di un programma che per oltre  trent’anni ha segnato la vita politica e il costume italiani tanto da diventare  oggetto di satira, attraversando gli anni del boom e del centrosinistra, del  compromesso storico e della violenza, del pentapartito e del riflusso nel  privato, sino alla crisi della prima Repubblica all’inizio degli anni Novanta,  quando il discorso pubblico si era oramai trasferito in altri spazi e luoghi  televisivi.

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L’11 ottobre del 1960 inizia il primo ciclo sperimentale di Tribuna  elettorale della Rai. I partiti ed i leader entrano nelle case e nei locali
pubblici di un’Italia animata da una grande passione ideologica e una diffusa partecipazione  alla vita politica. Le Tribune della Rai, che nel 1964 diventano una rubrica permanente, rappresentano un momento importante del progetto di educazione  degli italiani alla nuova cittadinanza repubblicana e democratica, realizzato  dal Servizio Pubblico su mandato del Governo e del Parlamento. Il programma,  nelle sue diverse formule ed edizioni – conferenze stampa, appelli, dibattiti,  tavole rotonde – dà spazio alla parola politica ed ai suoi protagonisti, sempre  rispettandone ed esaltandone l’importanza, il ruolo, l’autorevolezza. Le  Tribune sono una perfetta “macchina scenica” e un “grande spettacolo” – termine  a lungo non gradito ai politici ma ben chiaro agli uomini di televisione – che  rispondono alle esigenze e agli interessi di una democrazia basata sulla  funzione indispensabile dei partiti. Le fotografie delle Tribune provenienti  dall’Archivio fotografico della Rai documentano gli allestimenti e i  protagonisti, la scena e il fuoriscena, di un programma che per oltre  trent’anni ha segnato la vita politica e il costume italiani tanto da diventare  oggetto di satira, attraversando gli anni del boom e del centrosinistra, del  compromesso storico e della violenza, del pentapartito e del riflusso nel  privato, sino alla crisi della prima Repubblica all’inizio degli anni Novanta,  quando il discorso pubblico si era oramai trasferito in altri spazi e luoghi  televisivi.

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