Internet: la madre di tutte le tv

Il progetto RaiNews 24

di Edoardo Fleischner 


All’inizio del terzo millennio il mondo occidentale si trova a gestire grandi svolte e sfide eccellenti, in particolare il primato dell’industria dell’immateriale su quella del materiale. Si è passati in cento anni “dal telefono alla telefonata”, “dall’atomo al bit”, “dalla fabbrica all’azienda virtuale”, “dalla scrittura all’editing”, “dal giornale al Web”, “dai fratelli Lumière al signor Bill Gates”, “dalla libreria al server”. Si assiste alla convergenza dei processi ed alla proliferazione dei prodotti: migliaia di canali televisivi tematici, milioni di siti web, miliardi di pagine in rete, ma anche il cellulare come terminale mobile e personale e Internet come strumento di lavoro universale. Il mondo perde i confini geopolitici e ridisegna aree e domini geomediatici. L’industria della notizia coniuga il glocal, l’interattività e i servizi non stop, come nuovi paradigmi dell’informazione–prodotto-servizio. I grandi broadcaster imboccano la strada della multimedialità e della molti-medialità. L’Italia conosce il suo anno zero della “convergenza multimediale” con una Rai impegnata ad innovarsi a 360º, nelle strategie, nei processi e nei prodotti. Battistrada dell’innovazione è ancora una volta l’informazione. Ecco così il caso del canale Rai News 24 della Rai, che si offre come il modello realizzato più innovativo della storia della tv in generale e dei canali “all news” in particolare. Il paradigma fondante del progetto di Rai News 24 è una vera e propria rivoluzione copernicana per l’industria dei messaggi: la televisione non va più a produrre notizie ma, nella straripante offerta di materiale informativo di cui internet diventa il massimo archivio e distributore, le news si configurano come un “prodotto di selezione e post-produzione” del materiale circolante in rete. Il giornalista diventa il gran selezionatore, lo skipper che offre una buona rotta in  mezzo al mare magnum delle informazioni d’ogni stazza e valore, l’operatore che sta alla torre di controllo e regola il traffico più congestionato che sia mai esistito nella storia della comunicazione umana, il professionista multimediale e multitasking che coniuga tutti i linguaggi possibili confezionando tutti gli output molti-mediali pensabili e che, magari, capeggia una squadra di nuovi professionisti del “contenuto” come web miners, agenti software intelligenti, gestori di contenuti…

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All’inizio del terzo millennio il mondo occidentale si trova a gestire grandi svolte e sfide eccellenti, in particolare il primato dell’industria dell’immateriale su quella del materiale. Si è passati in cento anni “dal telefono alla telefonata”, “dall’atomo al bit”, “dalla fabbrica all’azienda virtuale”, “dalla scrittura all’editing”, “dal giornale al Web”, “dai fratelli Lumière al signor Bill Gates”, “dalla libreria al server”. Si assiste alla convergenza dei processi ed alla proliferazione dei prodotti: migliaia di canali televisivi tematici, milioni di siti web, miliardi di pagine in rete, ma anche il cellulare come terminale mobile e personale e Internet come strumento di lavoro universale. Il mondo perde i confini geopolitici e ridisegna aree e domini geomediatici. L’industria della notizia coniuga il glocal, l’interattività e i servizi non stop, come nuovi paradigmi dell’informazione–prodotto-servizio. I grandi broadcaster imboccano la strada della multimedialità e della molti-medialità. L’Italia conosce il suo anno zero della “convergenza multimediale” con una Rai impegnata ad innovarsi a 360º, nelle strategie, nei processi e nei prodotti. Battistrada dell’innovazione è ancora una volta l’informazione. Ecco così il caso del canale Rai News 24 della Rai, che si offre come il modello realizzato più innovativo della storia della tv in generale e dei canali “all news” in particolare. Il paradigma fondante del progetto di Rai News 24 è una vera e propria rivoluzione copernicana per l’industria dei messaggi: la televisione non va più a produrre notizie ma, nella straripante offerta di materiale informativo di cui internet diventa il massimo archivio e distributore, le news si configurano come un “prodotto di selezione e post-produzione” del materiale circolante in rete. Il giornalista diventa il gran selezionatore, lo skipper che offre una buona rotta in  mezzo al mare magnum delle informazioni d’ogni stazza e valore, l’operatore che sta alla torre di controllo e regola il traffico più congestionato che sia mai esistito nella storia della comunicazione umana, il professionista multimediale e multitasking che coniuga tutti i linguaggi possibili confezionando tutti gli output molti-mediali pensabili e che, magari, capeggia una squadra di nuovi professionisti del “contenuto” come web miners, agenti software intelligenti, gestori di contenuti…

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