La classe non è acqua

Dall’inviato speciale alla Corte di Elisabetta un viaggio nell’eccentrico mondo degli aristocratici inglesi

di Antonio Caprarica 


Un’incontenibile passione per i cavalli e i cani, una vena di follia nei cromosomi, un patrimonio famigliare che include diverse migliaia di ettari di terra e alcuni manieri, un corso di studi a Eton. Ecco le prerogative dell’aristocrazia terriera, una classe sopravvissuta solo in Gran Bretagna, che continua a dominare le fantasie e le aspirazioni non soltanto dei connazionali ma anche di milioni di italiani appassionati di matrimoni reali e bisticci di Corte. Nell’isola d’Oltremanica, una schiera di milleduecento famiglie di sangue blu possiede un terzo del territorio, più o meno l’equivalente dell’Italia
del Nord. Benché spogliata da Tony Blair del diritto ereditario di sedere nella Camera dei Lord, la nobiltà non ha perso né il suo fascino né le sue ricchezze, né l’eccentricità, che consegna figure memorabili alla storia universale
della dissipazione. E anche se le meno facoltose delle landed families, per poter mantenere le loro magioni, hanno dovuto trasformarle in bed & breakfast, l’immagine del gentiluomo di campagna che vive, con decine di servitori,
in un castello circondato da boschi non è affatto tramontata. Chi sono e come vivono i discendenti di quei duchi, marchesi e conti i cui nomi sono disseminati nelle pagine più importanti della storia inglese? Antonio Caprarica
li ha seguiti nei loro uffici nella City, nei club più esclusivi, nei secolari appuntamenti delle corse dei cavalli ad Ascot e della caccia alla volpe a Badminton disegnando un ritratto particolareggiato e spumeggiante dei vizi privati e delle pubbliche virtù dei gentiluomini che hanno resistito non solo alla Rivoluzione francese ma anche alla modernità. Ricco di
informazioni, storie, curiosità e dello humour che contraddistingue lo stile dell’autore, un irresistibile reportage dal favoloso mondo che ruota intorno all’antichissima e sacra istituzione britannica incarnata da Elisabetta II.

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Un’incontenibile passione per i cavalli e i cani, una vena di follia nei cromosomi, un patrimonio famigliare che include diverse migliaia di ettari di terra e alcuni manieri, un corso di studi a Eton. Ecco le prerogative dell’aristocrazia terriera, una classe sopravvissuta solo in Gran Bretagna, che continua a dominare le fantasie e le aspirazioni non soltanto dei connazionali ma anche di milioni di italiani appassionati di matrimoni reali e bisticci di Corte. Nell’isola d’Oltremanica, una schiera di milleduecento famiglie di sangue blu possiede un terzo del territorio, più o meno l’equivalente dell’Italia
del Nord. Benché spogliata da Tony Blair del diritto ereditario di sedere nella Camera dei Lord, la nobiltà non ha perso né il suo fascino né le sue ricchezze, né l’eccentricità, che consegna figure memorabili alla storia universale
della dissipazione. E anche se le meno facoltose delle landed families, per poter mantenere le loro magioni, hanno dovuto trasformarle in bed & breakfast, l’immagine del gentiluomo di campagna che vive, con decine di servitori,
in un castello circondato da boschi non è affatto tramontata. Chi sono e come vivono i discendenti di quei duchi, marchesi e conti i cui nomi sono disseminati nelle pagine più importanti della storia inglese? Antonio Caprarica
li ha seguiti nei loro uffici nella City, nei club più esclusivi, nei secolari appuntamenti delle corse dei cavalli ad Ascot e della caccia alla volpe a Badminton disegnando un ritratto particolareggiato e spumeggiante dei vizi privati e delle pubbliche virtù dei gentiluomini che hanno resistito non solo alla Rivoluzione francese ma anche alla modernità. Ricco di
informazioni, storie, curiosità e dello humour che contraddistingue lo stile dell’autore, un irresistibile reportage dal favoloso mondo che ruota intorno all’antichissima e sacra istituzione britannica incarnata da Elisabetta II.

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