Radio Trieste

1931-2006

di Roberto Collini 


Ripercorrere la storia dei settantacinque anni di vita della “stazione” triestina significa anche registrare le tormentate vicende vissute all’estremo confine nord-orientale dell’Italia, dai giuliani e dai friulani, dagli istriani e dagli sloveni. Nata ufficialmente nel nono anniversario della mussoliniana “marcia su Roma”, il 28 ottobre del 1931, “Radio Trieste” cambia almeno cinque volte il suo nome e i colori della bandiera alzata sulla sua sede. Ha quattordici anni quando, dopo un’effimera stagione di “Radio Ettore Muti”, come la ribattezzano gli squadristi fascisti all’indomani dell’8 settembre 1943, i nazisti – che trasformano Trieste nel capoluogo di un loro Land – la chiamano “Radio Litorale Adriatico” e la fanno trasmettere in italiano, tedesco, sloveno, croato e russo. Le danno un nome bilingue, nel maggio del 1945, gli ufficiali del maresciallo Tito, che vogliono Trieste come settima repubblica della Federativa iugoslava: “Svobodni Trst”, in sloveno, e “Trieste libera”, in italiano. Il Governo militare anglo- americano, che amministra, dal 1945 al 1954, la “zona A” in attesa – vana – della costituzione del “Territorio libero di Trieste”, la unifica con il teatro comunale per pentirsi, due anni dopo, dando vita all’“Ente Radio Trieste”, con due emittenti, una italiana e una slovena. Otto mesi dopo il ritorno dell’Italia a Trieste, “Radio Trieste” – il primo luglio del 1955 – diventa la sede regionale della Rai.

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Ripercorrere la storia dei settantacinque anni di vita della “stazione” triestina significa anche registrare le tormentate vicende vissute all’estremo confine nord-orientale dell’Italia, dai giuliani e dai friulani, dagli istriani e dagli sloveni. Nata ufficialmente nel nono anniversario della mussoliniana “marcia su Roma”, il 28 ottobre del 1931, “Radio Trieste” cambia almeno cinque volte il suo nome e i colori della bandiera alzata sulla sua sede. Ha quattordici anni quando, dopo un’effimera stagione di “Radio Ettore Muti”, come la ribattezzano gli squadristi fascisti all’indomani dell’8 settembre 1943, i nazisti – che trasformano Trieste nel capoluogo di un loro Land – la chiamano “Radio Litorale Adriatico” e la fanno trasmettere in italiano, tedesco, sloveno, croato e russo. Le danno un nome bilingue, nel maggio del 1945, gli ufficiali del maresciallo Tito, che vogliono Trieste come settima repubblica della Federativa iugoslava: “Svobodni Trst”, in sloveno, e “Trieste libera”, in italiano. Il Governo militare anglo- americano, che amministra, dal 1945 al 1954, la “zona A” in attesa – vana – della costituzione del “Territorio libero di Trieste”, la unifica con il teatro comunale per pentirsi, due anni dopo, dando vita all’“Ente Radio Trieste”, con due emittenti, una italiana e una slovena. Otto mesi dopo il ritorno dell’Italia a Trieste, “Radio Trieste” – il primo luglio del 1955 – diventa la sede regionale della Rai.

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