Scritti galeotti

Letterati in carcere

di Daria Galateria 


Molti scrittori hanno avuto guai con la giustizia, e per i motivi più svariati. In alcuni casi si trattava di delinquenti comuni, come Jean Genet, che rubava nei grandi magazzini e praticava la prostituzione. Altri pagano per un atto sconsiderato, come Verlaine, che sparò a Rimbaud per amore; o per scritti imprudenti, come accadde a Voltaire, che accusò Reggente di fare l’amore con la figlia – era vero – ma non bisognava metterlo nei versi. Altre volte sono costumi sessuali, considerati all’epoca impropri, a condurre alla rovina, come nel caso di Wilde. Ampio è il panorama europeo degli scrittori che hanno scontato la galera. Ma è proprio lì che molti hanno scoperto la scrittura, o hanno trattato nuovi temi per la loro opera. Dostoevskij diceva: “Ho imparato molto dai forzati”; un eroe del Risorgimento sullo scoglio di Santo Stefano scrisse racconti pederastici; Goliarda Sapienza, a Rebibbia a fine Novecento, trova il successo letterario e – come tutte le donne, dal Settecento a oggi – ribadisce che la prigione, dove non ha dovuto accudire nessuno, è stato l’unico periodo di libertà della sua vita.

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Molti scrittori hanno avuto guai con la giustizia, e per i motivi più svariati. In alcuni casi si trattava di delinquenti comuni, come Jean Genet, che rubava nei grandi magazzini e praticava la prostituzione. Altri pagano per un atto sconsiderato, come Verlaine, che sparò a Rimbaud per amore; o per scritti imprudenti, come accadde a Voltaire, che accusò Reggente di fare l’amore con la figlia – era vero – ma non bisognava metterlo nei versi. Altre volte sono costumi sessuali, considerati all’epoca impropri, a condurre alla rovina, come nel caso di Wilde. Ampio è il panorama europeo degli scrittori che hanno scontato la galera. Ma è proprio lì che molti hanno scoperto la scrittura, o hanno trattato nuovi temi per la loro opera. Dostoevskij diceva: “Ho imparato molto dai forzati”; un eroe del Risorgimento sullo scoglio di Santo Stefano scrisse racconti pederastici; Goliarda Sapienza, a Rebibbia a fine Novecento, trova il successo letterario e – come tutte le donne, dal Settecento a oggi – ribadisce che la prigione, dove non ha dovuto accudire nessuno, è stato l’unico periodo di libertà della sua vita.

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