Una radio strutturalista

Consigli per ascoltare e trasmettere

di Sergio Valzania 


La radio è un essere vivo, che si sviluppa nella tensione fra chi la fa e chi l’ascolta, in uno sforzo costante di comunicazione. Nella percezione da un lato che ci sia qualcosa da dire, non necessariamente in forma di discorso, e dall’altro che valga la pena di ascoltarlo. Fare radio è anche un atto d’amore, o almeno dovrebbe esserlo.
I mezzi di comunicazione di massa sono il luogo dove l’industria incontra più dappresso l’artigianato. Non si producono altri che prototipi, nessuna giornata, nessun’ora di programmazione è uguale alla successiva. Persino le repliche sono intrinsecamente diverse dalle prime emissioni. La radio ha una profonda matrice artigianale che va quotidianamente coniugata con la sua vocazione e i suoi costi, industriali. Ancora una volta l’elemento centrale è la necessità di creare una sintesi finalizzata. Una radio che possa contare su un nucleo culturale coerente riesce a indirizzare la trasformazione verso un obiettivo, anche di ascolto ma sopratutto di comunicazione, attorno al quale il pubblico, o un certo determinato pubblico, si aggrega e si riconosce. Altrimenti questa componente essenziale della radiofonia, la comunità degli ascoltatori, si sfilaccia, si disperde e si allontana, in cerca di qualcuno che la sappia rappresentare meglio e nella cui proposta sia facile riconoscere la propria vita, i propri segni e le proprie speranze.

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La radio è un essere vivo, che si sviluppa nella tensione fra chi la fa e chi l’ascolta, in uno sforzo costante di comunicazione. Nella percezione da un lato che ci sia qualcosa da dire, non necessariamente in forma di discorso, e dall’altro che valga la pena di ascoltarlo. Fare radio è anche un atto d’amore, o almeno dovrebbe esserlo.
I mezzi di comunicazione di massa sono il luogo dove l’industria incontra più dappresso l’artigianato. Non si producono altri che prototipi, nessuna giornata, nessun’ora di programmazione è uguale alla successiva. Persino le repliche sono intrinsecamente diverse dalle prime emissioni. La radio ha una profonda matrice artigianale che va quotidianamente coniugata con la sua vocazione e i suoi costi, industriali. Ancora una volta l’elemento centrale è la necessità di creare una sintesi finalizzata. Una radio che possa contare su un nucleo culturale coerente riesce a indirizzare la trasformazione verso un obiettivo, anche di ascolto ma sopratutto di comunicazione, attorno al quale il pubblico, o un certo determinato pubblico, si aggrega e si riconosce. Altrimenti questa componente essenziale della radiofonia, la comunità degli ascoltatori, si sfilaccia, si disperde e si allontana, in cerca di qualcuno che la sappia rappresentare meglio e nella cui proposta sia facile riconoscere la propria vita, i propri segni e le proprie speranze.

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Genere Comunicazione
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