VITA MIGLIORE

di Nikola P. Savic 


Vita migliore racconta di  Deki, un ragazzo serbo che all’inizio della storia ha dodici anni e mezzo e  poco alla volta diventa adolescente, ma parla anche dell’Ingegnere suo padre,  di Sve sua madre, della sua nonna-vampiro, e di Ìvana, di Milica, di Uros il  Piccolo, di Scabbia, di Mihailo. Racconta dell’amicizia, del senso di  appartenenza. Racconta della scoperta del sesso, della ricerca di un’identità  difficile da trovare e ancora più da  conservare. Racconta di una generazione che cresce tra le rovine di un sistema  totalitario, molto più coinvolta nelle rivalità tra i diversi quartieri che nei  conflitti interetnici e di religione. Racconta del Maresciallo Tito, in pagine  esilaranti che si inseriscono tra le vicende del protagonista.

Racconta della  violenza latente, di ragazzotti che girano per i quartieri periferici con le  pistole sotto il golf in cerca di  pretesti per usarle. Racconta delle conseguenze della guerra, in pagine così   vere e asciutte che fanno molto più male di mille lagne ben intenzionate.
Nikola P. Savic è un raro caso di romanziere originale. Non imita nessuno, non  si adatta a convenzioni, non assume atteggiamenti. Ha tutto quello che gli
serve: lo sguardo, il cuore, l’istinto, l’ironia, il senso del ritmo.

di

Vita migliore racconta di  Deki, un ragazzo serbo che all’inizio della storia ha dodici anni e mezzo e  poco alla volta diventa adolescente, ma parla anche dell’Ingegnere suo padre,  di Sve sua madre, della sua nonna-vampiro, e di Ìvana, di Milica, di Uros il  Piccolo, di Scabbia, di Mihailo. Racconta dell’amicizia, del senso di  appartenenza. Racconta della scoperta del sesso, della ricerca di un’identità  difficile da trovare e ancora più da  conservare. Racconta di una generazione che cresce tra le rovine di un sistema  totalitario, molto più coinvolta nelle rivalità tra i diversi quartieri che nei  conflitti interetnici e di religione. Racconta del Maresciallo Tito, in pagine  esilaranti che si inseriscono tra le vicende del protagonista.

Racconta della  violenza latente, di ragazzotti che girano per i quartieri periferici con le  pistole sotto il golf in cerca di  pretesti per usarle. Racconta delle conseguenze della guerra, in pagine così   vere e asciutte che fanno molto più male di mille lagne ben intenzionate.
Nikola P. Savic è un raro caso di romanziere originale. Non imita nessuno, non  si adatta a convenzioni, non assume atteggiamenti. Ha tutto quello che gli
serve: lo sguardo, il cuore, l’istinto, l’ironia, il senso del ritmo.

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