Gianni Minà


Gianni Minà è uno dei giornalisti italiani più conosciuti all’estero per i suoi reportage e documentari che hanno evoluto il linguaggio giornalistico della televisione. Ha seguito Mondiali e Olimpiadi, oltre a decine di campionati mondiali di pugilato, fra cui quelli leggendari di Cassius Clay-Muhammad Ali, che ha seguito in tutta la sua vicenda umana e sportiva, fino a raccontarne il mito. La grande boxe, spiegata in 14 puntate, intitolata Facce piene di pugni, è uno dei suoi fiori all’occhiello, così come Storie del Jazz, un affresco di 4 puntate in cui era accompagnato, di volta in volta, da un grande della musica afroamericana come Stan Getz o Dizzy Gillespie. Memorabili i suoi reportage sulle lotte e il riscatto dell’America Latina, all’epoca delle dittature militari e delle ferite inferte alle popolazioni dalla crudele stagione del Plan Condor e della tragedia dei desaparecidos. Nell’82 il presidente Pertini gli ha consegnato il premio Saint-Vincent quale migliore giornalista televisivo dell’anno. Nel 1987 Gianni Minà ha intervistato per 16 ore Fidel Castro per un documentario diventato storico, nel quale il leader cubano, per la prima volta, ha raccontato la sua amicizia con “Che” Guevara e i sogni, realizzati e non, della rivoluzione cubana. Nel 2004 ha vinto, con il documentario In viaggio con “Che” Guevara, i festival di Montréal, Siviglia e il Nastro d’Argento. Nel 2007, per la serie di documentari Cuban memories, Minà è stato premiato alla carriera al Festival di Berlino con il Berlinale Kamera, il riconoscimento più prestigioso al mondo nel settore dei documentari. Tra i suoi libri: Fidel, Un continente desaparecido, Un mondo migliore è possibile, Il continente desaparecido è ricomparso e Politicamente scorretto, un riassunto di suoi articoli degli ultimi 10 anni. Una sua serie di 10 dvd su Diego Maradona, prodotta da Rai Eri, ha venduto, nel 2007, 1.300.000 copie, record nel mercato italiano. Attualmente Minà edita e dirige la rivista di geopolitica Latinoamerica e tutti i sud del mondo.

Gianni Minà è uno dei giornalisti italiani più conosciuti all’estero per i
suoi reportage e documentari che hanno evoluto il linguaggio giornalistico
della televisione. Ha seguito Mondiali e Olimpiadi, oltre a decine di
campionati mondiali di pugilato, fra cui quelli leggendari di Cassius
Clay-Muhammad Ali, che ha seguito in tutta la sua vicenda umana e sportiva,
fino a raccontarne il mito. La grande boxe, spiegata in 14 puntate, intitolata Facce
piene di pugni, è uno dei suoi fiori all’occhiello, così come Storie del
Jazz, un affresco di 4 puntate in cui era accompagnato, di volta in volta,
da un grande della musica afroamericana come Stan Getz o Dizzy Gillespie.
Memorabili i suoi reportage sulle lotte e il riscatto dell’America Latina,
all’epoca delle dittature militari e delle ferite inferte alle popolazioni dalla
crudele stagione del Plan Condor e della tragedia dei desaparecidos.
Nell’82 il presidente Pertini gli ha consegnato il premio Saint-Vincent quale
migliore giornalista televisivo dell’anno. Nel 1987 Gianni Minà ha intervistato
per 16 ore Fidel Castro per un documentario diventato storico, nel quale il
leader cubano, per la prima volta, ha raccontato la sua amicizia con “Che”
Guevara e i sogni, realizzati e non, della rivoluzione cubana. Nel 2004 ha
vinto, con il documentario In viaggio con “Che” Guevara, i festival di
Montréal, Siviglia e il Nastro d’Argento. Nel 2007, per la serie di documentari
Cuban memories, Minà è stato premiato alla carriera al Festival di
Berlino con il Berlinale Kamera, il riconoscimento più prestigioso al mondo nel
settore dei documentari. Tra i suoi libri: Fidel, Un continente desaparecido,
Un mondo migliore è possibile, Il continente desaparecido è
ricomparso e Politicamente scorretto, un riassunto di suoi articoli
degli ultimi 10 anni. Una sua serie di 10 dvd su Diego Maradona, prodotta da
Rai Eri, ha
venduto, nel 2007, 1.300.000 copie, record nel mercato italiano.
Attualmente Minà edita e dirige la rivista di geopolitica Latinoamerica e
tutti i sud del mondo.

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